Friday 24 Nov 2017
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Lombalgia ed ernia al disco

 

Una possibile complicazione della lombalgia è l'evoluzione verso la lombosciatalgia, con dolore irradiato lungo l'arto inferiore. In questo caso è frequente associare il fenomeno alle ernie discali, aspetto che tuttavia andrà valutato attentamente anche per stabilire il reale peso di queste nella situazione algica.

Questa precisazione è doverosa a fronte delle evidenze cliniche e soprattutto per togliere quel carico di accentuata invalidità alla persona che spesso, per imprecisa assimilazione di informazioni reperite, si sente estremamente vulnerabile nella propria colonna vertebrale ed inibito nell'autonomia. Possono nascere così timori e comportamenti ingiustificati, totalmente inutili nell'iter terapeutico.

Rispetto agli anni precedenti, oggi è appurato che il fenomeno dell'ernia discale è più comune di quello che si pensi: esistono peraltro situazioni dove le stesse ernie sono asintomatiche come altri aspetti riconducibili all'usura delle strutture. In estrema sintesi, il corpo invecchia fuori e dentro, pertanto non è ipotizzabile dopo 30-50 anni di vita avere ancora i dischi intervertebrali nuovi...

Ciò che è importante, con o senza ernia del disco, è evitare alcune consuetudini che possono favorire o peggiorare la patologia discale ed i dolori lombari.

Ritorniamo ora alle tre priorità del paziente lombalgico: quello citato sopra potrebbe sembrare un programma eccessivamente ambizioso e prolungato ma la realtà, nella maggior parte dei casi, è ben diversa. Vediamo perché.

"Ritornare come prima" è generalmente fattibile per tutte quelle situazioni dove l'individuo lamenta il dolore da qualche giorno o da qualche mese senza che nessuna lesione traumatica reale abbia modificato l'integrità delle strutture. Anche la/le eventuali ernie diagnosticate, non sono necessariamente un ostacolo al recupero in quanto spesso già presenti anche nel periodo precedente il dolore acuto. Molto diverse invece quelle situazioni dove l'ernia crea l'effettiva compressione della radice del nervo fino a comportare complicazioni neurologiche.

I meccanismi che stanno alla base di un episodio di lombalgia possono essere facilmente comprensibili se analizzati in chiave biomeccanica. Ogni qualvolta arriva un episodio doloroso, è improprio pensare alla sfortuna o ad una "infiammazione fulminante" come nei processi flogistici dell'artrite. Vi sono sempre motivazioni molto recenti all'insorgenza del dolore, riconducibili talvolta a sforzi ma molto più spesso a posizioni tenute, sia per lavoro che per relax; può apparire strano ma coloro che sentono più dolore nei week-end o comunque stando maggiormente a riposo (seduti, a letto) possono facilmente comprendere quanto appena segnalato.

Una parte fondamentale del trattamento è indubbiamente didattica, finalizzata ad apprendere alcuni esercizi mirati alla propria ri-equilibrazione. L'attività ginnica può favorire il mantenimento del benessere ma, per ridurre lo schema meccanico-disfunzionale insito nella lombalgia comune, è fondamentale considerare ed agire su alcune asimmetrie: in questo caso il giusto orientamento è possibile solo dopo un'accurata valutazione clinica e posturale.

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